adone&caronte

 781^Corsa dei Buoi di Caresana, Vercelli. 23 Aprile 2017.

 

Adone e Caronte sono una delle quattro coppie che si sono preparate per l'annuale Corsa, durante la Festa di San Giorgio. Queste le fotografie che raccontano una piccola parte della loro storia... una storia di tradizione che vale la pena tramandare, nel pieno rispetto di questi maestosi, dolci e testardi animali. P.s. Purtroppo Adone e Caronte non sono riusciti a partire, in seguito alle grida degli animalisti accorsi per impedire la partenza, Caronte si è molto spaventato ed in accordo con il veterinario si è preferito non continuare la Corsa per evitare che si facessero del male, sia loro che gli allevatori.

 

Ma ecco alcuni cenni sulla storica Corsa dei Buoi di Caresana: E' una "corsa" unica nel suo genere. Discusse sono le origini della Corsa dei Buoi. Alcuni sostengono che essa abbia origine da un voto fatto durante l'epidemia di peste del 1630, in piena occupazione spagnola; ciò spiegherebbe alcuni aspetti della manifestazione che ricorda gli encierros iberici. Tuttavia un'ordinanza comunale del 1862 contiene la notizia che nel 1236 la Compagnia di San Giorgio sorse con l'intento di distribuire annualmente il pane per rispondere ad un voto fatto a San Giorgio a seguito di un'epidemia e di solennizzare la commemorazione dell'evento con la Corsa dei Buoi. È strano, però, che nel corso dei secoli, i documenti tacciano questa usanza. Probabilmente la corsa nacque in modo del tutto spontaneo, senza il bisogno dell'ufficialità: nella festa di San Giorgio si usava andare in processione con gli animali aggiogati ai carri fino al pilone, una specie di pietra miliare fuori dall'abitato; durante il rientro in paese ogni conducente voleva essere il primo a portare il pane benedetto e così cercava di sorpassare gli altri carri, aizzando la propria coppia di buoi. Doveva così nascere la corsa, che, per il suo carattere semplice e popolare, presto divenne un'abitudine, tinta anche da quel pizzico di rivalità tra i conducenti; essa trovò presto terreno fertile presso la popolazione, che inizio a parteggiare per l'una o per l'altra coppia di buoi. Col passare dei secoli la corsa iniziò ad istituzionalizzarsi e a regolamentare le sue forme con un cerimoniale codificato. Si sorteggiano le posizioni di partenza; si rivestono i buoi di ghirlande e gualdrappe e si addobbano i timoni dei carri; si svolge, poi, la processione delle reliquie del Santo portate dal prevosto, accompagnato dai Confratelli di San Giorgio. Viene celebrata la Santa Messa nella chiesa di San Giorgio; al momento dell'Evangelizzazione si fanno fare tre giri votivi e propiziatori ai buoi, che vengono poi posti di fronte alla corda di partenza. Alle dodici in punto il Sindaco, dopo aver recitato la formula "resti pitiquesti dareissá vechí pumín via" spara il colpo della partenza; si scatena così la corsa che culmina con l'arrivo al "cavetto"; il vincitore viene premiato con un piccolo palio e si dà l'avvio all'incanto della focaccia. Ringrazio Max Cerruti per la disponibilità nelle settimane precedenti la Corsa!

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