abandoned nuclear village - leri cavour

Tra la moltitudine di paesi fantasma in Italia, Leri Cavour è forse uno dei più controversi, abbandonato a se stesso, tra qualche barlume di rinascita. Antica proprietà della famiglia Benso, oggi è un luogo separato dal tempo, all’ombra di un enorme centrale elettrica spenta, attende una rinascita che probabilmente mai arriverà. Questo territorio è decisamente fuori dal comune, in questa zona del vercellese ci sono tantissimi luoghi abbandonati e misteriosi, come la vecchia chiesa sconsacrata della Madonna delle Vigne, il cimitero di Darola o molto altro. Leri Cavour, dal 2007 è frazione di Trino Vercellese, ma non vi abita nessuno da innumerevoli anni, il paese venne abitato almeno fino agli anni ’60, ma il suo declino probabilmente fu lento ed invisibile… complici della sua morte furono le moderne tecniche di coltivazione intensiva (minor numero di manodopera) e le insistenti voci sulla costruzione d’una seconda centrale nucleare a poche centinaia di metri dal paese (oltre alla centrale di Trino), lo spopolamento avvenne piuttosto velocemente.

 

Successivamente L’Enel acquistò i terreni di Leri, ma il referendum del 1987 vanificò questi sforzi rendendo impossibile la realizzazione d’una centrale nucleare, questo forse in qualche modo salvò Leri dalla sua completa distruzione, ma ormai il suo abbandono era effettivo. La centrale però era ormai in fase di costruzione, venne quindi modificata a centrale termoelettrica, oggi conosciuta con il nome di Galileo Ferraris. Abitato fino ai primi anni ’60 (una targa sulla vecchia scuola commemora il centenario d’Italia), è questo il periodo del “primo” grande esodo, che si svolse silenziosamente; per tutto il corso degli anni ’70 il paese rimase in balia di se stesso, negli anni ’80 venne timidamente utilizzato dagli operai dell’Enel, che abitarono in alcune delle case con le loro famiglie, per poco più d’un decennio. L’ultimo calendario segna la data “1997” presumibilmente l’ultimo anno d’effettiva “vita”, la dismissione della centrale portò ad un nuovo abbandono, oggi segnato dai calcinacci e distruzione.

 

All’inizio degli anni ’90 avvenne una piccola scintilla di speranza, Leri Cavour finì nel mezzo della cronaca culturale, venne infatti preso in considerazione per la costruzione del museo Nazionale dell’Agricoltura, ma come per qualsiasi progetto recente, anche quest’idea non venne mai realizzata, venendo malamente dimenticata dopo pochi anni. L’ultima illusione è avvenuta nel 2011, con il progetto di recupero della tenuta della famiglia Cavour, il gioiello (insieme alla chiesa) di questo luogo. Proprio in concomitanza con il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, venne avviato un interessante progetto di recupero di Leri tramite la collaborazione del comune di Trino e Soprintendenza di Torino per i beni archeologici, Ovest Sesia, l’Associazione “Italia Nostra”, la provincia di Vercelli e la Prefettura di Vercelli. Il progetto non è mai stato definitivamente terminato, come spesso avviene in Italia, la Villa (che sarebbe dovuta essere completamente restaurata) è ancora lì, preda del vandalismo e delle intemperie.

 

Articolo di Alberto Bracco

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