MUSICA

| ON STAGE

Il palcoscenico è un pò il mio elemento naturale, l'ho vissuto fino all'età di 20 anni, ballando, recitando e suonando. Lo conosco bene e mi sento a casa, il profumo del legno che scricchiola, i tendoni delle quinte, i camerini, platea e galleria. Mi emoziona ogni volta.

Il processo di creazione di uno spettacolo è creatività pura, ed arrivare a fotografarlo è stata una vera gioia.

Il mio cuore e la mia passione sono tutti qui, in alcuni degli scatti che ho realizzato per SOund36, music magazine online, e per band e artisti che hanno voluto farsi fotografare da me.

Tra gli artisti: Paolo Nutini, Vinicio Capossela, Franz Ferdinand, Piers Faccini, Passenger, Giorgieness, Laura Mvula, Tony Momrelle...

Tra i locali: Alcatraz - Milano, BlueNote - Milano, Teatro della Triennale - Milano, TeneraMente Festival - Anfiteatro del Vittoriale, Gardone Riviera (BS), Teatro Nazionale CHE BANCA! - Milano, Standards - Milano, BASE - Milano, Collisioni Festival - Barolo (CN), Teatro Municipale - Casale Monferrato (AL), Festival des Nomades - M'Hamid el Ghizlane, Marocco...

 
 

| BACKSTAGE

Così come amo fotografare i live, sono innamorata dei dietro le quinte.

Gli strumenti in attesa, le prove, i camerini, momenti unici che rimangono invisibili ma che sono altrettanto importanti, anzi, forse di più. Quei momenti unici, le risate rubate, quando tu, fotografo, riesci a camuffarti tra fili dei microfoni, bottigliette d'acqua e vestiti lasciati in giro. Ognuno ha i propri gesti scaramantici, momenti di solitudine e concentrazione, di svago.

Ecco, mi piace essere lì, in mezzo a tutto questo e testimoniare ogni gesto che, quasi mai, è lasciato al caso.

 

| RITRATTO

Io lavoro principalmente con luce naturale (salvo rari rarissimi casi in cui il risultato che vorrei ottenere è proprio vincolato dall'uso dei faretti), questo significa anche che le location che scelgo, in accordo con l'artista, sono in esterna, reali, vissute.

Sono una fotografa discreta, e per quanto per un artista dovrebbe essere normale trovarsi a proprio agio di fronte ad una fotocamera, a volte non lo è ed è normale, siamo umani. Per questo le location devono sempre, in qualche modo, far parte della sua storia, fare da sfondo al suo stile, al suo sound, alla sua personalità, fare in modo che sia un tutt'uno... e a quel punto io "sparisco", non è più un "ho il fotografo di fronte, che espressione devo fare" ma piuttosto l'essere se stessi (o il personaggio che si vuole interpretare) e mostrarlo, come se io non ci fossi.